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Petit Déjeuner en Enfer, l’evento moda più enigmatico del Rome Fashion Path: tra moda anni ’50 e atmosfere noir
14 Maggio 2026
di Sofia Gusman

Roma torna a essere punto di riferimento per la sperimentazione creativa con Petit Déjeuner en Enfer, progetto visivo che mette in dialogo moda, cinema e ricerca performativa. L’evento, in programma venerdì 15 maggio dalle 20:00 alle 21:30 presso il Core – Backstage Hub Roma, propone un’immersione nell’estetica glamour degli anni Cinquanta riletta attraverso codici contemporanei e atmosfere noir.
L’accesso è su invito e il progetto nasce dalla collaborazione tra LabCostume e la creative director Sofia Crescenzo, all’interno del percorso artistico EK-STASIS.
Al centro della scena ci sono abiti autentici d’epoca provenienti dalla collezione privata del designer Emiliano Sicuro, custodita negli archivi di LabCostume. Non si tratta di semplici capi vintage, ma di pezzi originali che raccontano la sartoria teatrale e cinematografica italiana attraverso materiali, linee e lavorazioni artigianali.
L’esperienza punta a costruire un immaginario preciso: silhouette scolpite, styling rigoroso, richiami al cinema classico hollywoodiano e figure femminili costruite come moderne dark ladies. L’obiettivo non è la nostalgia, ma la reinterpretazione contemporanea di un linguaggio estetico che continua a influenzare moda, fotografia e cultura visiva.
LabCostume e il valore degli abiti d’epoca
Dietro l’evento c’è il lavoro di LabCostume, centro di formazione specializzato nella sartoria teatrale e cinematografica fondato nel 2006. La realtà romana si occupa di formazione professionale legata al costume, alla manifattura artigianale e alla progettazione creativa per cinema, teatro e moda.
Negli anni LabCostume ha costruito un’identità riconoscibile nel settore grazie a corsi base, workshop e master avanzati rivolti sia a principianti sia a professionisti. L’obiettivo dichiarato è preservare il patrimonio artigianale italiano adattandolo alle esigenze contemporanee dell’industria culturale e audiovisiva.
In Petit Déjeuner en Enfer questo approccio emerge soprattutto nella selezione degli abiti.
I capi appartenenti alla collezione privata di Emiliano Sicuro diventano strumenti narrativi oltre che elementi estetici. La scelta di utilizzare abiti originali degli anni Cinquanta contribuisce infatti a costruire un’atmosfera credibile e coerente, lontana dalla semplice ricostruzione scenografica.
Il progetto valorizza dettagli sartoriali tipici dell’epoca: vita stretta, linee strutturate, tessuti importanti e costruzioni pensate per enfatizzare postura e presenza scenica. È un linguaggio che richiama il cinema noir americano e il glamour hollywoodiano del dopoguerra, ma che viene riletto attraverso fotografia, performance e direzione artistica contemporanea.